ACCREDITAMENTO

L’accreditamento volontario prevede il rispetto di alcuni standard riconosciuti a livello europeo e mondiale nel settore specifico in cui il laboratorio andrà ad operare.

La cell factory tratta materiale biologico destinato al trapianto , pertanto gli standard applicabili sono quelli previsti dalle linee guida FACT (Foundation for the Accreditation of Cellular Therapy) e JACIE (Joint Accreditation Committee ISCT EBMT) edizione Gennaio 2005.

Si riportano di seguito i principali requisiti espressi da tale standard inerenti la sezione dedicata alla crioconservazione e alle caratteristiche ambientali. Tali standard sono stati scrupolosamente seguiti nelle fase di progettazione e implementazione della crio banca di stoccaggio cellule staminali da cordone ombelicale.

Specifiche standard FACT e JACIE:

D7.000 CRIOPRESERVAZIONE
D7.210 Le procedure di criopreservazione devono essere inserite nelle Procedure Operative Standard del laboratorio di manipolazione delle cellule e devono descrivere:
D7.211 Il nome e il criterio di congelamento del prodotto delle cellule progenitrici ematopoeietiche o di un’aliquota
D7.212 La soluzione del crioprotettore e la sua concentrazione finale
D7.213 Il contenitore di criopreservazione
D7.214 Il valore accettabile del volume di prodotto per una criopreservazione riproducibile
D7.215 Il valore accettabile della concentrazione di cellule nucleate nel prodotto finale dopo la criopreservazione
D7.216 La velocità di congelamento
D7.217 La temperatura del prodotto alla fine del congelamento controllato
D7.218 La temperatura accettabile per la conservazione

D7.300 VELOCITA’ DI CONGELAMENTO
D7.310 La procedura di criopreservazione deve essere validata
D7.320 La velocità di congelamento raggiunta deve essere registrata se viene utilizzato un sistema di congelamento programmato

D8.100 ETICHETTATURA
D8.110 Le operazioni di etichettatura devono essere eseguite in modo adeguato per prevenire errata etichettatura dei prodotti

D8.200 IDENTIFICAZIONE DEL PRODOTTO
D8.210 Ad ogni prodotto/campione deve essere assegnato un unico codice numerico o alfanumerico dal quale sia possibile identificare in modo univoco il donatore, la documentazione relativa al donatore, e tutte le registrazioni relative alla manipolazione e alla disposizione finale del prodotto. Se un singolo prodotto è conservato in più container deve esistere un sistema per identificare ogni criocontenitore.

D10.000 CONDIZIONI DI STOCCAGGIO
D10.100 DURATA della CONSERVAZIONE
D10.110 I laboratori di conservazione delle cellule ematopoietiche progenitrici devono avere una procedura relativa alle condizioni e alla durata dello stoccaggio
D10.200 TEMPERATURA
D10.210 Le temperature di conservazione devono essere definite nel Manuale delle Procedure Operative Standard
D10.220 Le cellule ematopoietiche progenitrici allo stato liquido devono essere mantenute a temperature specifiche e per un periodo di tempo specificato nelle Procedure Operative Standard
D10.230 I prodotti crioconservati devono essere stoccati in intervalli di temperatura appropriati per le cellule e deve essere utilizzata una soluzione di crioprotettore come definito nelle Procedure Operative Standard
D10.300 SICUREZZA DEL PRODOTTO
D10.310 I materiali che possono provocare reazioni avverse sul prodotto cellule ematopoietiche progenitrici non devono essere conservati negli stessi criocontenitori
D10.320 Per i prodotti immersi in azoto liquido devono essere impiegate procedure per minimizzare il rischio di contaminazione microbica crociata
D10.400 MONITORAGGIO
D10.410 Congelatori e criocongelatori per lo stoccaggio del prodotto devono avere un sistema di monitoraggio continuo della temperatura ed una registrazione della temperatura almeno ogni 4 ore
D10.411 Per i prodotti completamente immersi in azoto liquido il monitoraggio continuo della temperatura non è richiesto
D10.420 Deve esistere un meccanismo che assicuri che il livello di azoto liquido nei criocontenitori sia mantenuto
D10.500 SISTEMI DI ALLARME
D10.510 I sistemi di conservazione di prodotti e reagenti per la processazione dei prodotti devono avere sistemi di allarme attivi in modo continuo
D10.520 I sistemi di allarme devono avere segnali sonori
D10.530 Se il personale del laboratorio non è sempre presente nell’area dove si trovano i sistemi di stoccaggio è richiesto un dispositivo di allarme remoto in locale presidiato 24 h
D10.540 Devono essere presenti degli allarmi corrispondenti a temperature o livelli di azoto pericolosi che diano il tempo di effettuare un salvataggio dei campioni
D10.550 Devono esistere delle istruzioni scritte da seguire in caso di guasto del sistema di stoccaggio. Queste istruzioni devono essere localizzate nelle immediate vicinanze dei contenitori di stoccaggio
D10.551 Deve esistere una procedura per notificare il personale del laboratorio in ciascuna posizione remota degli allarme e nelle immediate vicinanze dei dispositivi di stoccaggio
D10.560 i sistemi di allarme devono essere controllati periodicamente per verificarne il funzionamento
D10.570Devono essere previsti dei sistemi di stoccaggio addizionali ad appropriate temperature utilizzabili in caso di guasto dei sistemi di stoccaggio primario
D10.600 SICUREZZA
D10.610 Il sistema di stoccaggio deve essere localizzato in un’area sicura. Devono essere previsti dei sistemi di chiusura quando l’area non è presidiata
D10.700 CONTROLLO INVENTARIO
D10.710Un sistema di controllo dell’inventario deve essere in uso per indicare la posizione di ogni prodotto e le aliquote di campioni ad esso associate